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In questo senso le esteriorità di figure di vecchi nella pittura di Elisabetta Oneto mettono di fronte alla necessità di pensare a questo territorio dellesistenza con uno spirito altro da quello che vuole oscurarne le problematiche e le difficoltà.
Dal 6 al Capire che cosè larte è una preoccupazione (inutile) delladulto.
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Il vecchio non è figura ieratica come nel passato, ma è ridotto a decadimento da sanare nella nostra idea di esistenza, divenendo specchio e spettro di paure associate alla fine della vita.




Come la pedagogia sottolinea, questo nucleo è di fondamentale importanza nello sviluppo, in quanto ambito primario di interazione del bambino.Regina Pacis è una frontiera, una fascia liminare dellinconscio, un luogo in cui vivere e osservare la condizione della vecchiaia come momento della vita nella più totale astrazione dal mondo che si muove al di là del confine.Il confronto di due autonomie quella letterale della società doltreconfine e quella mentale della vecchiaia genera un rapporto peculiarmente epocale.Per questo, oggi più di ieri, è necessario sviluppare negli adulti di domani la capacità di valutare ciò che li circonda in maniera autonoma e approfondita.Ritratti vissuti nel consueto riferimento dellartista alla parola, che ribadisce la concreta e indelebile traccia del tempo sul corpo, restituendo fisicità provate, anatomie deformate, sguardi assenti dal presente, gesti di manualità ossessivamente ripetute, colgono la capacità di perdersi in universi ignoti e inconoscibili dalla mentalità.Punto di partenza del lavoro è il coinvolgimento nella performance di un gruppo di artisti genitori (o parenti) e dei loro bambini. .Copyright Cityart 2016 Via Dolomiti Milano (MI).Un legame antico che la performance ha saputo non solo rielaborare alla luce di un percorso storico, ma soprattutto declinare in temi trasversali e contemporanei, che vanno da posizioni più intimiste di esplorazione del sé, alla denuncia sociale.
Ciò permette un duplice livello di lettura delle performances che si terranno nello spazio espositivo: la collaborazione tra figura adulta e bambina, che svela molteplici dinamiche di relazione a livello di gioco e di struttura cognitiva, e la prospettiva prettamente estetica delloggetto creato, frutto della.



Lutilizzo libero del corpo, la relazione con gli spazi ed il coinvolgimento di persone altre mi riportano alla memoria alcune ritualità di derivazione ancestrale, come quelle sciamaniche o le danze delle tarantolate del sud Italia.
La mostra sottolinea il dissidio tra la tradizione che consegna il mito della vecchiaia racchiuso nella saggezza e nel senno, e lattualità che sancisce il difetto della condizione dellessere vecchio.


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